La correlazione fra battuta, muro e difesa.
In anteprima per gli amici del Forum una bella lezione del Professore.
Nella pallavolo del rally point system non è possibile parlare di correlazione muro-difesa senza tenere conto della battuta o servizio.
E' chiaro a tutti che se si sbaglia la battuta non ci può essere muro nè difesa.
Così come nel caso che si faccia ace col servizio: la differenza positiva sta nel fatto che si guadagna un punto break, ma il muro e la difesa non entrano comunque in gioco o in palla.
Le squadre che basano la loro strategia vincente principalmente sugli aces di battuta, si trovano in gravi difficoltà appena il loro servizio è meno efficace del solito.
Per me, l'ideale è fare un punto break tramite il muro o mediante il contrattacco, poichè la sicurezza o la spavalderia degli attaccanti avversari viene enormemente limitata dalla consapevolezza di avere di fronte un muro pericoloso e, di conseguenza, una buona difesa.
Ne consegue che l'allenamento sul servizio deve essere finalizzato non solo a migliorare quel determinato colpo tecnico che i ricevitori avversari temono maggiormente (battuta flottante o di potenza eseguita in salto oppure no, battuta da vicino o da lontano, battuta dal lungolinea o dalla diagonale, ecc...) ma anche a rafforzare la concentrazione sulla tattica del servizio che si dovrà adottare per fare sì che l'avversario sia costretto a attaccare di fronte al muro più efficiente.
La battuta, quindi, è strettamente collegata alla strategia difensiva.
Compito dell'allenatore è quello di convincere i propri giocatori che è profondamente sbagliato cambiare il luogo o il tipo di battuta dopo avere fatto un punto break col muro o col contrattacco, anche se l'avversario aveva ricevuto in maniera perfetta: chi varia il servizio è un esibizionista che vuole giocare da solo e non secondo le esigenze tattiche del proprio gruppo.
Nel prossimo incontro vedremo quando è ammissibile l'errore di battuta e quando ciò può essere psicologicamente o strategicamente devastante.
Cordiali saluti.
Adriano Guidetti